Stop alle chiamate indesiderate!!

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Cresce la campagna non disturbarmi per dire basta alle chiamate indesiderate.
In poche settimane le firme raccolte dalla nostra Unione con Cittadinanzattiva, Movimento Difesa del Cittadino e Udicon hanno raggiunto quota 10 mila, ma non si ferma la nostra corsa per ottenere un teleselling più rispettoso della privacy.
Qualcosa si muove anche a livello istituzionale: abbiamo infatti chiesto un incontro al Garante della privacy Antonello Soro per consegnargli le firme raccolte e intanto, in Senato, il disegno di legge per il mercato e la concorrenza, prevede norme di riforma del Registro delle opposizioni, finora rivelatosi inefficace. Questo è un passaggio fondamentale delle nostre proposte e del disegno di legge: basta fare qualche semplice calcolo infatti per scoprire che in Italia su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, solo 13 milioni (11,3%) sono negli elenchi e, di queste, appena poco più di 1 milione e mezzo (1,3% circa) sono iscritte al Registro. E’ necessario quindi estendere il potere del Registro, permettendo l’iscrizione a tutte le linee, anche quelle private, e rendendolo valido anche per le autorizzazioni date in passato.
In attesa di un intervento legislativo, non ci resta che ricordare i consigli per difendersi dai call center molesti:
– Iniziamo dalla prevenzione: firmare solo il consenso obbligatorio, quello cioè necessario per fruire di un servizio, evitando accuratamente di mettere altre firme (o barrare caselle) per fini commerciali o per la cessione di dati a terzi che non devono essere obbligatori. E’ bene, inoltre, concedere con parsimonia il proprio numero di telefono (meglio evitare ad esempio di metterlo sui social-network) e non dare consensi telefonici all’attivazione di contratti.
– Al telefono con il call center limitare i danni: essere di poche parole e non prolungare oltre la conversazione. E soprattutto avvertire bene tutti coloro che abitano a casa nostra, a partire dai minori per finire alla badante che potrebbe non comprendere l’italiano alla perfezione. Il rischio è che un “sì” detto al telefono possa far attivare, da solo, un contratto. I fogli scritti arriveranno a casa in un secondo momento, a giochi ormai fatti, attivando un rimpallo infinito di responsabilità.
– Infine, ricordiamo che è nostro diritto sapere dove è stato reperito il nostro numero (cioè il soggetto a cui abbiamo ceduto i dati per usi pubblicitari) e che il nostro consenso può essere revocato inviando una raccomanda A/R con la richiesta di cancellazione. Inoltre si può fare una segnalazione al Garante della Privacy o alla Polizia Postale .(autore UNC Simona Volpe)

Firma la nostra petizione                             

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